Torna a nuova vita e a nuovi scatti Torre San Felice, il monumento iconico dell’Adriatico e di Vieste

by Elena Marino

Alle porte di Vieste, nella costa Sud prima di arrivare nel centro storico della città, sorge un monumento iconico dell’Adriatico, avvolto dalla natura, un simbolo di cultura e passione. Sentinella silenziosa, la Torre San Felice, ha accompagnato generazioni di viestani mentre guardavano il mare. Non solo una torre di avvistamento, ma un faro di benvenuto per i viaggiatori che cercano la bellezza e la storia del Gargano.

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Abbandonata per tanti lustri, lo scorso 5 luglio il Comune di Vieste con tutta la sua amministrazione ha restituito la Torre alla Puglia, con un intervento di restauro, durato 5 anni, dalla comunicazione del finanziamento all’inizio della progettazione fino all’inizio concreto dei lavori nel 2022. Ci si è basati su un restauro conservativo della Torre, che pur essendo un manufatto tardo cinquecentesco, si presenta in maniera diversa dalle altre torri di avvistamento garganiche coeve, perché ha avuto delle trasformazioni che l’hanno storicizzata.

Con il progetto Costal Heritage Network – Cohen la Regione Puglia ha investito 3.875.000,00 euro per il restauro e la rifunzionalizzazione di sei torri e fari: la Torre di San Felice a Vieste appunto, Torre Calderina a Molfetta e Torre Pietra a Margherita di Savoia, San Cataldo a Bari, Faro di Punta Palascia a Otranto e Faro Torre Carlo V a Ugento.

Il progetto ha puntato a tutelare e proteggere l’ambiente e promuovere l’efficienza delle risorse, valorizzare il patrimonio culturale e delle risorse naturali in quanto risorsa territoriale dell’area di Programma, creare un itinerario della Costa Adriaico-Ionica per il collegamento di importanti siti del patrimonio storico costruito relativo a tutte le Regioni eleggibili all’area transnazionale.

Nello stesso spazio della Torre San Felice si presenta anche l’architiello di San Felice, il luogo che insieme al Pizzomunno e ai trabucchi è l’emblema stesso del Gargano. L’edificio domina gli articolati merletti della costa rocciosa consentendo tra gli altri la vista del famoso architiello omonimo, un arco di pietra residuo del crollo di una preesistente grotta costiera. Torre San Felice è anche a guardia di Testa del Gargano, il punto più orientale del promontorio, proteso verso le isole della Dalmazia.

La torre fu edificata intorno al 1568 e la sua presenza in prossimità della Testa del Gargano è riportata nella cartografia antica.

Sono 400 le torri d’avvistamento del Mediterraneo italiano, di cui 25 in Capitanata, quasi tutte in collegamento visivo l’una con l’altra. La costruzione delle torri lungo gran parte della costa del regno di Napoli fu stabilita nel 1563 dal vicerè don Pedro Afán de Ribera. La necessità di un sistema difensivo così esteso fu dettata dall’intensificarsi delle incursioni di pirati saraceni, tra cui quella della flotta di Dragut Rais a Vieste, che nel 1554 costò la vita a buona parte della popolazione della città Garganica.

San Felice fu eretta secondo lo schema tipico del tardo periodo vicereale con un massiccio corpo tronco piramidale dalle pareti lisce, piccolissime aperture, l’ingresso sopraelevato sul lato a monte raggiungibile tramite una ripida scala in pietra. Precedenti lavori di ristrutturazione e la sopraelevazione con tetto a falde ha modificato il profilo originario della torre e cancellato ogni traccia del coronamento e dell’eventuale apparato a sporgere. È pero ancora possibile individuare l’antico coronamento al termine delle pareti inclinate.

«Grazie al progetto Cohen – che è stato l’occasione per poter recuperare un pezzo così importante per il territorio – la torre San Felice rappresenta non solo uno dei simboli più rappresentativi del territorio, ma una vera e propria rinascita, un ritorno alle radici, una promessa per il futuro», hanno evidenziato gli amministratori.

Soddisfatto il sindaco e presidente della Provincia di Foggia Giuseppe Nobiletti.

«Torre San Felice è uno dei luoghi più fotografati di Vieste e della Puglia stessa, era una torre in abbandono e grazie all’impegno dell’assessora ai Lavori Pubblici Mariella Pecorelli e al finanziamento regionale questo gioiello ritorna a brillare. Diverrà un punto di informazione turistico il primo avamposto della costa sud prima di arrivare in città».

La Torre dialogherà costantemente con il museo archeologico e gli altri siti, per riempire di contenuti culturali l’esperienza balneare del soggiorno a Vieste.

Sono attivi diversi tour, come quello che collega, con dei sentieri naturalistici, i trabucchi viestani con la Torre di Porticello, altro esemplare affascinante dell’architettura difensiva costiera del tardo Cinquecento, pure restituita ai turisti e ai viestani nell’estate 2024. La Torre San Felice rientrerà in questo percorso di svelamento della scogliera frastagliata, modellata dall’azione millenaria, dalle onde e dei venti che offre un panorama mozzafiato.

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